I preoccupanti dati del Fondo Unico Spettacolo 2017

Da un’incidenza sul PIL dello 0,085% nel 1985 ad una pari allo 0,0194% nel 2017. È questo il dato per certi aspetti più inquietante che emerge dalla relazione del Mibac sull’utilizzazione del Fondo unico per lo spettacolo 2017, pubblicata sul sito statale.

Il rapporto percentuale tra lo stanziamento del fondo e il prodotto  interno lordo, come si legge nella relazione, ha assunto nel 1986 il  valore più alto, lo 0,0873%. Tale rapporto è sotto lo 0,05% dal 1995; dal 2002 sotto lo 0,04%; dal 2006 sotto lo 0,03% e nel 2017, per la prima volta, sotto lo 0,02% (nel 2016 era lo 0,0242%). La consistenza del fondo Unico per lo spettacolo 2017, anno da cui  vanno scorporate delle risorse destinate alle attività  cinematografiche (dopo l’entrata in vigore della Legge Cinema,) è pari a un ammontare definitivo di 333 milioni 716mila e 856 euro.

Secondo la relazione, lo stanziamento a prezzi correnti  “è nel 1985 pari a circa 363,48 milioni di euro, raggiunge il valore  più alto nel 2001 superando i 530 milioni di euro (circa 530,92  milioni di euro), negli anni 2014, 2015 e 2016 è di poco maggiore di  406 milioni di euro, e nell’ultimo anno è pari a circa 333,72 milioni  di euro” con una diminuizione percentuale del 17,98% rispetto all’anno  precedente e dell’8,19% rispetto al 1985.

Considerando “il valore reale delle risorse stanziate” però, “ossia  quello calcolato a prezzi costanti in modo da eliminare l’effetto  distorsivo dell’inflazione, nel 2017 si registra il valore più basso  di sempre, circa 133,22 milioni di euro: -18,90% rispetto all’anno  precedente e -63,35% rispetto al 1985”. Il valore reale “diminuisce  di anno in anno dal 2008 al 2013, da circa 201,65 milioni di euro del  2008 a circa 157,01 milioni di euro del 2013, negli anni 2014, 2015 e 2016 è di poco maggiore di 160 milioni di euro, e nel 2017 assume il valore più basso di sempre”.

Tabella 1.1 Andamento dello stanziamento FUS

Fonte dati: Public Policy, Mibact, Agislink di Agis Puglia e Basilicata