• Sab. Giu 19th, 2021

Quando sul palcoscenico del mondo qualcosa non funziona, attacca l’orchestra (Karl Kraus)

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Mag 16, 2021

L’Orchestra però non è solo strumenti è anche altro, armonia, ritmo, movimento, passione, emozione… La musica classica ha una sua personalità, ogni singolo individuo all’interno dell’orchestra è infatti necessario e importante per far si che il complesso orchestrale risulti unico.

“Un suono è vita» disse una volta il grande compositore Johannes Brahms – In musica sono in gioco il vero, le nostre passioni, sconfitte e speranze, nientedimeno che la nostra esistenza. Una delle più potenti facoltà della musica è da sempre quella di saper fare vibrare all’unisono noi essere umani. Avvolti dal suo mistero, riusciamo a sentire in maniera collettiva e veniamo così costante-mente coinvolti nei grandi temi dell’umanità quali l’immortalità, il dolore e la passione, il trionfo e la gioia di vivere, la morte, l’amore e l’eternità”. Markus Poschner

In lettura un libro prezioso seppure datato. Enzo Beacco – Storia delle orchestre (2015)Il Saggiatore.

L’orchestra è un organismo complesso. Dai piccoli gruppi strumentali del Cinquecento alle molteplici ibridazioni che le vedono protagoniste nel nostro tempo, le orchestre si sono sviluppate, mutando, adattandosi ai corsi e ai ricorsi di un fluire storico, politico e spettacolare, tracciando una traiettoria artistica che ha più di un punto in comune con l’evoluzionismo darwiniano. Enzo Beacco ricostruisce le tappe essenziali di questo percorso. Così, accanto alle star di oggi – i Berliner e i Wiener Philharmoniker, il Concertgebouw e la Chicago Symphony Orchestra, la Cleveland Orchestra e la London Symphony – convivono quelle realtà che, nella loro poliedricità, hanno contribuito a rendere popolare il repertorio sinfonico: dai primi complessi strumentali che intrattengono la nobiltà e il clero rinascimentali ai concerti che, nel Settecento di Bach e Händel, di Mozart e Haydn, estendono il piacere dell’ascolto alle borghesie cittadine, fino alla grande orchestra romantica che contagia tutti, grazie a Beethoven e Berlioz, a Wagner e Bruckner, a Mahler e Strauss. Grandi orchestre che pretendono grandi sale da concerto, quei templi che a Dresda, Berlino, Londra, Parigi, Milano, Roma, ma anche a New York, Chicago, Boston, nel Novecento assisteranno al trionfo dei grandi direttori: Nikisch, Toscanini, Furtwängler, Karajan, Abbado, Muti.