• Sab. Giu 19th, 2021

“Ristori” chiarimenti per i Lavoratori dello spettacolo

Diadmin

Mag 17, 2021

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 5/E del 14 maggio 2021, fornisce ulteriori indicazioni, nella forma di risposte a quesiti, relativamente alla fruizione dei contributi a fondo perduto, tra cui i lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo.

Si riporta il quesito posto e la risposta dell’Agenzia delle Entrate citata.

Quesito

Un soggetto titolare di pensione ENPALS che svolge attività nei settori economici individuati con i codici ATECO di cui all’”Allegato 1” del decreto n.137 del 2020 (cd. decreto ristori) e, in particolare, il codice 900309 “Altre creazioni artistiche e letterarie” che ha ricevuto un diniego alla fruizione del contributo di cui all’articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020 (cd. decreto rilancio), può fruire del CFP COVID-19 decreto ristori senza la presentazione dell’istanza nei termini previsti per l’accesso all’agevolazione?

Risposta

Come chiarito nella circolare n. 15/E del 2020, sono espressamente esclusi dalla fruizione del contributo COVID-19 decreto rilancio «i lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo, che abbiano almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo e che abbiano prodotto nel medesimo anno un reddito non superiore a 50.000 euro (art. 38, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18)».

Inoltre, con la circolare n. 22/E del 2020 è stato ulteriormente precisato che «In considerazione del tenore letterale del comma 2 dell’articolo 25 del decreto rilancio, che rinvia ai contribuenti che rientrano nell’ambito soggettivo degli articoli 27 e 38 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, quest’ultimi sono esclusi dalla fruizione del contributo a fondo perduto, indipendentemente dalla circostanza che siano o meno soddisfatti i requisiti di carattere oggettivo previsti dai predetti articoli 27 e 38 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18».

Ne consegue che il soggetto qui in esame non è incluso tra coloro che possono fruire del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto- legge n. 34 del 2020.

L’articolo 1 del decreto-legge n. 137 del 2020 (cd. decreto Ristori) ha introdotto un contributo a fondo perduto in favore dei soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva e, ai sensi dell’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 1 al medesimo decreto (di seguito, «CFP COVID-19 decreto ristori»).

Ai fini dell’erogazione del contributo la disciplina del «CFP COVID-19 decreto ristori» distingue due fattispecie:

  1. per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto rilancio, che non abbiano restituito il predetto contributo indebitamente percepito, il contributo di cui al comma 1 è corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo;
  2. per i soggetti che non hanno presentato istanza di contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto rilancio, il contributo di cui al comma 1 è riconosciuto previa presentazione di apposita istanza esclusivamente mediante la procedura telematica e il modello approvati con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020; il contributo non spetta, in ogni caso, ai soggetti la cui partita IVA risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza.

Ferma restando la sussistenza degli ulteriori requisiti, dunque, essendo l’attività svolta dal contribuente inclusa tra quelle menzionata all’allegato 1 del predetto decreto ristori, in linea di principio, è possibile fruire del «CFP COVID- 19 decreto Ristori».

Tuttavia, è necessario considerare che i soggetti che possiedono i requisiti previsti per il «CFP COVID-19 decreto ristori» e che non hanno presentato l’istanza per il riconoscimento del contributo previsto dal decreto Rilancio, potevano ottenere il nuovo contributo trasmettendo telematicamente un’istanza secondo il modello e le relative istruzioni approvate con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 20 novembre 2020. L’istanza era da trasmettere a partire dal 20 novembre 2020 e fino al 15 gennaio 2021.

Ne consegue che il soggetto qui in esame non avendo presentato alcuna istanza nei termini previsti per la fruizione del «CFP COVID-19 decreto ristori» non può fruire dell’agevolazione. Resta fermo che, qualora a seguito dell’istanza presentata per la fruizione del «contributo COVID19 decreto rilancio» e del suo diniego, il contribuente abbia avviato la procedura di autotutela di cui alla risoluzione n. 65/E del 2020, gli Uffici valuteranno se eventuali comunicazioni pervenute durante il periodo utile per la presentazione dell’istanza per il «CFP COVID-19 decreto ristori» possano essere assimilate alla presentazione telematica dell’istanza ordinaria, richiedendo alle direzioni regionali la fruizione.

la circolare n. 5/E del 14 maggio 2021